La gestione delle acque reflue è una sfida cruciale per molte comunità in tutto il mondo. Con la crescente urbanizzazione e industrializzazione, la quantità di acque reflue prodotte aumenta esponenzialmente, rendendo sempre più importante l’implementazione di strategie efficaci per il loro trattamento, smaltimento e quando possibile riutilizzo. In questo senso diventano essenziali due principali fattori ovvero l’uso di tecnologie e infrastrutture adeguate e il ruolo della comunità nella sensibilizzazione riguardante questo importante argomento.

Attraverso questo articolo esploreremo quindi alcune delle principali strategie di gestione sostenibile delle acque reflue e vedremo in che modo è possibile trasmettere ai cittadini il giusto senso civico per evitare inutili sprechi.

Cosa sono le acque reflue

Per acque reflue si intendono tutte quelle acque di “rifiuto” utilizzate durante le attività domestiche, industriali o agricole. In pratica ogni volta che dell’acqua viene utilizzata per determinati tipi di lavorazioni, siano esse casalinghe o aziendali, l’acqua che finisce nel tubo di scarico e che diventa di rifiuto acquisisce questa identificazione.

Queste acque, essendo il risultato di determinate lavorazioni, sono particolarmente inquinate da diverse sostanze organiche e inorganiche che possono diventare dannose sia per l’ambiente sia per la popolazione. Queste sostanze sono il risultato dell’utilizzo sempre più frequente di sostanze chimiche e sintetiche e difficilmente si degradano nell’acqua senza l’aiuto di tecnologie specifiche per la loro gestione.

A seconda della provenienza le acque reflue possono rientrare in diverse categorie:

  • Industriali: provenienti da fabbriche e attività commerciali
  • Domestiche: provenienti dall’attività casalinga umana e dalle attività organiche
  • Urbane: provenienti dalle attività meteoriche, ovvero dalle acque piovane e di deflusso

Modalità di trattamento e riutilizzo

Sono diverse le normative di riferimento per la regolamentazione degli scarichi delle acque reflue.

Per essere sicuri di trattarle in modo adeguato è necessario rispettare i temini previsti dal D. Lgs. 152/2006 e la 167 – Legge europea 2017: la normativa che il grado di trattamento venga deciso sulla prendendo in considerazione l’utenza di provenienza e la tipologia di corpo recettore che dovrà ospitare le acque (acque superficiali, suolo, sottosuolo e rete fognaria).

Ricordati che in presenza di uno scarico abusivo delle acque reflue, soprattutto derivanti da operazioni industriali, si sta trattando un illecito punito a livello penale.

Il primo trattamento consiste nella rimozione di oggetti grossolani come detriti, sassolini, rifiuti o sedimenti e nella separazione degli oli; questa prima pulizia generale serve per rendere l’acqua reflua idonea a tutti i trattamenti previsti nelle fasi successive.

I trattamenti secondari delle acque reflue purificano ulteriormente l’acqua proveniente dai trattamenti primari e in genere questa operazione viene effettuata mediante processi batterici e per eliminare tutte le sostanze organiche biodegradabili.  Verranno utilizzati quindi dei microrganismi di tipo aerobico, anaerobico o anotossico in base alla tipologia di colonia batterica più adatta.

I trattamenti terziari promuovono l’eliminazione di sostanze organiche non biodegradabili attraverso trattamenti avanzati di ozonizzazione e filtrazione a membrana.

È importante specificare che le acque reflue che hanno attraversato il processo di depurazione possono essere riutilizzate solo per determinati scopi come l’irrigazione, l’alimentazione di sistemi di climatizzazione e l’utilizzo durante specifici processi industriali.

Coinvolgimento della comunità

La partecipazione attiva della comunità è essenziale per il successo delle strategie di gestione sostenibile delle acque reflue.

In questo senso le amministrazioni locali possono promuovere pratiche mirate e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della gestione delle acque reflue sfruttando le seguenti modalità:

  • informando i cittadini sulle tecniche di conservazione dell’acqua e sulle pratiche di smaltimento corretto dei rifiuti per ridurre la quantità di acque reflue prodotte
  • offrendo incentivi per l’adozione di tecnologie di risparmio idrico e per il riutilizzo delle acque reflue
  • sensibilizzando sul corretto uso di detersivi e sostanze chimiche casalinghe e sulla corretta gestione dei rifiuti e degli scarichi nonché sull’accantonamento e il riuso delle acque piovane per l’irrigazione

In conclusione, la gestione sostenibile delle acque reflue in ambito urbano richiede un approccio integrato che combini l’uso di tecnologie avanzate, politiche efficaci, educazione e coinvolgimento della comunità. Adottando queste strategie, le città possono ridurre l’impatto ambientale delle acque reflue, conservando le risorse idriche e migliorando la qualità della vita dei loro abitanti.